Stefania Miglietta dermatologa a Modena

La biorivitalizzazione

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La biorivitalizzazione è un trattamento medico che mira a reintegrare nel derma le sostanze (acido ialuronico, vitamine, minerali, coenzimi) che con il procedere degli anni tendono a diminuire. E' solo una delle possibili metodiche antiaging oggi disponibili per migliorare idratazione, turgore, elasticità, luminosità della cute.

L'iniezione di tali sostanze è in grado di stimolare la produzione di collagene ed elastina e di migliorare la vascolarizzazione locale. Indirettamente, pertanto, la biorivitalizzazione consente di migliorare anche la resa di eventuali altri trattamenti antiage (filler, tossina botulinica...).

Come funziona?

E' una metodica estremamente rapida che consiste in piccole iniezioni con aghi molto sottili che raggiungono il derma superficiale della zona trattata. Le sostanze veicolate possono essere:

  • Acido ialuronico
  • Amminoacidi
  • Rimedi omeopatici
  • Estratti del DNA

Il numero e l'intervallo di tempo tra le sedute varia a seconda del tipo di sostanza utilizzata, del risultato e dell'accordo terapeutico medico-paziente.

L'acido ialuronico utilizzato per la biorivitalizzazione è non modificato chimicamente, fluido, ad alta concentrazione. E' una molecola perfettamente biocompatibile e totalmente riassorbibile, capace richiamare grandi quantità di acqua.

E' in grado di modulare l'attività dei fibroblasti presenti nel derma, favorendo la produzione di collagene, elastina e acido ialuronico e stabilizzando la rete intercellulare. Pur essendo sempre acido ialuronico, ci troviamo difronte a formulazioni modificate, diverse da quelle dei Filler che svolgono un'azione meccanica di riempimento.

Le caratteristiche dell'acido ialuronico utilizzato per la biorivitalizzazione (viscosità e peso molecolare) lo rendono simile all'acido ialuronico naturale determinando la suddetta stimolazione dermica e potenziando la capacità di trattenere acqua. L'azione anti-radicalica dell'acido ialuronico rallenta anche il fotoinvecchiamento.

La cute trattata risulta maggiormente compatta, elastica e tonica.

L'utilizzo di aminoacidi, invece, consente l'attivazione dei fibroblasti dermici con conseguente sintesi di collagene. Miscele di aminoacidi (ad esempio glicina, lisina e prolina), quindi, consentono la produzione di collagene. Anche altre condizioni parafisiologiche quali la presenza di strie distensae (smagliature) e cicatrici post-acneiche possono beneficiare di questo tipo di trattamento.

E' possibile l'utilizzo di rimedi omeopatici, in particolare collagene omeopatico di derivazione bovina (diluizione D6 o D8) con conseguente stimolazione del collagene dermico. In questo caso chi pratica questo approccio oltre ad iniettare nelle sedi coinvolte dal danno estetico, vengono sfruttati anche alcuni punti dell'agopuntura.

Infine gli estratti di DNA sono derivati dalla trota. Numerosi studi ne comprovano l'efficacia nel trattamento di cicatrici post chirurgiche (soprattutto in regione mammaria) oltre all'utilizzo nel trattamento dell'invecchiamento cutaneo.

Prima della seduta

Non occorre alcuna preparazione prima di un trattamento di biorivitalizzazione. In genere non si propone alcun tipo di anestesia per contatto se non in caso di soggetti con soglia al dolore eccessivamente bassa.

Durante la seduta

In base alla tipologia di pelle e alle esigenze/aspettative del paziente, si scelgono le sostanze da utilizzare.

L'applicazione è rapida e non richiede anestesia, sebbene possa risultar un po' fastidiosa. Consiste in microiniezioni a livello del derma superficiale, mediante aghi sottilissimi, secondo due metodiche: la tecnica cross-linked e la tecnica picotage.

La tecnica cross-linked consiste nell'esecuzione di infiltrazioni intradermiche lineari (verticali o orizzontali) che si intersecano a formare un reticolo. Questa tecnica è molto utile a livello delle guance e delle regioni perioculari.

La tecnica picotage, invece, è più utile soggetti giovani per prevenire e contrastare il fotoinvecchiamento. Si effettuano microiniezioni superficiali praticamente indolori, distanziate di un centimetro l'una dall'altra. In questo modo la sostanza si distribuisce uniformemente nel derma superficiale con conseguente miglioramento del grado di idratazione e di turgore della pelle.

Nei soggetti particolarmente sensibili, il disagio può essere attenuato con l'applicazione preventiva di una pomata anestetica, in genere non necessaria.

Talvolta, viene utilizzato uno strumento di elettroporazione transdermica che veicola i principi attivi in profondità senza l'utilizzo degli aghi. Questo metodo è del tutto indolore.

In media per il picotage bastano poche sedute (ad esempio 1-2 al mese) ad intervallo variabile a seconda del tipo di prodotto e della tipologia di cute; possono poi seguire sedute di mantenimento (ogni 2 mesi).

Dopo la seduta

Il trattamento è molto agevole, si esegue a livello ambulatoriale e non richiede l'interruzione delle normali attività quotidiane.

Subito dopo la seduta si possono formare dei piccoli pomfi leggermente eritematosi che tendono a riassorbirsi nell'arco di 1-2 giorni. Occasionalmente è possibile lo sviluppo di piccole ecchimosi che riassorbono velocemente.

E' consigliabile applicare un fotoprotettore ad SPF 50+ dopo la seduta, soprattutto in caso di piccole ecchimosi.

Pochi giorni dopo la seduta la cute appare più luminosa, tonica e distesa. L'effetto ristrutturante ed idratante si ottimizza nel primo mese e dura circa 4-5 mesi. Le piccole rughe appaiono notevolmente attenuate e quelle più profonde sono meno evidenti.

Cosa fare e non fare dopo la seduta

Non sono necessari particolari provvedimenti a domicilio dopo il trattamento ambulatoriale. Eventualmente è possibile l'utilizzo di sostanze lenitive nei soggetti che mantengono più a lungo il lieve rossore post-trattamento.

Quali zone del corpo possono essere trattate?

  • Volto in regione frontale, guance, zona orbitale (zampe di gallina e altre rughe), mento, solchi naso-labiali, labbra ("codice a barre").
  • Collo
  • Decolté
  • Mani, braccia

Devo aspettarmi effetti collaterali?

La sostanza è riassorbibile e non allergizzante. In genere la procedura non lascia segni. L'eventuale eritema e i pomfi successivi sono lieve entità e di breve durata.

Chi non puo' sottoporsi a terapia con biorivitalizzanti

La biorivitalizzazione non ha controindicazioni assolute. Tuttavia non è consigliabile in soggetti in stato di gravidanza e affetti da patologie autoimmunitarie. E' controindicato eseguire biorivitalizzazione in caso di:

  • Infezioni acute in atto (herpes simplex, batteriche...) nella sede di trattamento
  • Dermatiti acute in atto nella sede di trattamento
  • Allergia accertata alla sostanza utilizzata

Di Stefania Miglietta

Commenti

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09 agosto 2015 - 12:25 | di Anna

Salve, due giorni fa ho fatto delle iniezioni di biorivitalizzazione, oggi ho ancora dolore e sento sottopelle dei ponfi, cosa posso usare per il disagio descritto? Grazie

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